9 ottobre 2018 News 0 comment

Le sfide della Sanità e le opportunità dell’innovazione tecnologica

L ’aumento della vita media e delle patologie croniche rendono necessari investimenti in sistemi ICT, per contenere la spesa e garantire una migliore qualità della vita.

La crescita dell’aspettativa di vita media e della percentuale di over 65 che si riscontra in tutti i paesi occidentali è uno dei fattori principali che determineranno lo scenario socio-economico mondiale dei prossimi decenni.

Milioni di persone, infatti, usciranno dal ciclo produttivo del lavoro e costituiranno un nuovo settore della società caratterizzato da disponibilità di risorse e tempo, attenzione alla salute e al benessere e aspettative significative rispetto alla qualità e al livello dei servizi. Un secondo fattore caratterizzerà la sanità nei prossimi anni, ovvero l’aumento delle patologie croniche e della percentuale di comorbilità (cioè lo sviluppo di ulteriori patologie spesso su pazienti cronici): se non correttamente indirizzato anche questo fattore si tradurrà in un aumento degli accessi alle strutture sanitarie e di richiesta di capacità medico-assistenziale.

La sanità si trova quindi ad affrontare una sfida in cui il trend della crescita dei costi sarà inevitabile sia a causa della numerosità delle prestazioni da erogare, sia per la crescente richiesta di qualità dei servizi: la sostenibilità dei sistemi socio-sanitari è quindi la sfida per tutte i fornitori – pubblici e privati – di servizi sanitari. L’ICT costituisce oggi un’opportunità fondamentale per affrontare la sfida e può guidare un cambiamento significativo nella pianificazione ed erogazione dei processi di cura e dei processi amministrativi a supporto. L’introduzione di innovazione nell’ICT della sanità si sta sviluppando attraverso due direttive. La prima costituisce una delle risposte individuate dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali per contenere la spesa introducendo tecnologia per migliorare i processi amministrativi e amministrativo-sanitari e per fornire al cittadino/ paziente migliori servizi in particolare per quanto riguarda la pianificazione e l’accesso alle fasi di acuzie.

I modelli di ‘patient center connected health’ sono sviluppati attorno al concetto di Electronic Health Record (EHR) e permettono di effettuare uno spostamento del baricentro dell’assistenza sanitaria verso il territorio, diminuendo l’accesso non necessario alle strutture ospedaliere. Gli elementi caratterizzanti della tecnologia che sostiene questi modelli sono quindi la capacità di interconnessione su network di parchi applicativi che hanno strutture dell’informazione e codifiche disomogenee e la gestione della sicurezza e della privacy.

Anche in Italia, pur a fronte di limitati investimenti in ICT nel mondo della Sanità, (750 Milioni di euro – Fonte: Assinform 2008) che comportano un tasso di innovazione limitato se raffrontato alla crescita del 7% dell’IT nella Sanità in Europa (Fonte: EITO 2007), sono già stati indirizzati programmi di EHR indirizzati al contenimento e al controllo della spesa.

La seconda direttiva è relativa allo sviluppo di programmi di Care Management ed Health Coaching che si focalizzano, tramite l’utilizzo di sistemi predittivi di intelligenza artificiale, sulle fasce di popolazione cronica con più lato rischio di comorbilità per attivare un supporto personalizzato nell’affrontare la patologia, controllarne lo sviluppo e diminuire l’accesso in fasce di comorbilità: questo comporta una forte diminuzione della spesa per l’amministrazione e una miglior qualità della vita per il paziente.

Uno dei programmi più avanzati in tal senso è il “Assurance Maladie” adottato oggi in Francia per effettuare Health Coaching su pazienti diabetici. Il programma è stato avviato a giugno del 2008 su 10 dipartimenti pilota, coinvolgendo 136.000 pazienti e 6.000 medici curanti. Anche in questo caso le tecnologie di integrazione capaci di acquisire dati da fonti disomogenee e i temi di sicurezza sono alla base dei sistemi di supporto al processo. Queste due direttive rappresentano la modalità con cui le amministrazioni, nazionali e regionali, rispondono alla crescente domanda di servizi e sono orientate a migliorare la qualità della cura e il controllo della spesa.

Ma una nuova visione dei servizi sanitari basati sulla disponibilità di tecnologie innovative già ora disponibili sta emergendo e caratterizzerà decisamente il futuro dell’ICT nella sanità: il cittadino/paziente e, da ora, anche “consumatore”, è sempre più consapevole e responsabile del proprio stato di benessere e di salute e richiede servizi elettronici avanzati per disporre di tutte le informazioni che lo pongono realmente ‘al centro’ del sistema salute.

La consapevolezza di essere l’attore principale nei processi di gestione della propria salute fa nascere l’esigenza di accesso a tutte le informazioni disponibili sul proprio stato di salute (indipendentemente da dove siano state prodotte e in che for mato siano memorizzate) per poterle condividere con tutti i soggetti ritenuti capaci di fornire supporto e contribuisce ad una maggior richiesta di servizi di accesso personalizzati e flessibili. Da un punto di vista tecnologico questo paradigma viene identificato dalla community con il termine Web 2.0 e include elementi di nuovi modelli collaborativi (es. social networks), nuove architetture applicative (es. mash-up di applicazioni terze disponibili su internet), nuove tecnologie che migliorano l’interazione applicazione-utente (grafica avanzata, multimedialità) – l’informazione e i servizi sono nel ‘cloud’ e il cittadino/paziente/consumatore li compone e ne dispone liberamente in ogni momento ed in ogni luogo.

Le tecnologie di sicurezza e di privacy giocheranno un ruolo rilevante e imprescindibile ed i maggiori produttori di software stanno già sviluppato le piattaforme di integrazione. Accanto ai soggetti tradizionali che storicamente hanno operato nell’ICT della Sanità si svilupperanno sempre di più realtà che vedono nel cittadino/paziente prima di tutto un consumatore con necessità a cui è possibile dare risposte concrete.

Dare al consumatore gli strumenti per la gestione del patrimonio più importante che ha – la salute – può diventare uno strumento formidabile di fidelizzazione ed un canale preferenziale per veicolare l’offerta di prodotti personalizzati: i soggetti di qualsiasi industry sono quindi soggetti interessati e abilitati ad affrontare questa sfida. Il futuro che ci attende sarà caratterizzato dalla consapevolezza che ciascun paziente è un soggetto primario del proprio stato di benessere e di salute e che da un punto di vista socio-economico, la responsabilizzazione sarà l’unico elemento in grado di controllare efficacemente l’esplosione della spesa. Nuove esigenze sviluppano nuovi mercati dove soggetti non tradizionali si confronteranno per fornire al cittadino le informazioni ed i servizi richiesti sviluppando modelli di business innovativi.