Screening dei tumori: come funzionano e quando conviene farli

Screening dei tumori: come funzionano e quando conviene farli

Gli screening dei tumori vengono spesso effettuati a scopo preventivo: ecco quali sono i principali e quando vanno effettuati affinché siano efficaci

Prevenire è meglio che curare. Quali sono gli screening per tumori e quando è meglio farli? Scopri come prevenire patologie di questo tipo con i giusti controlli.

Che cosa sono gli screening e a che cosa servono
Gli screening per i tumori sono degli esami che vengono svolti su una fascia di persone con lo scopo di individuare i primi segni di questa patologia. Gli screening oncologici riescono a scovare i tumori ancora prima che questi si manifestino.

Questi controlli fanno parte della prevenzione secondaria a cui si affianca quella primaria, che punta a ridurre l’insorgenza del cancro tramite interventi sullo stile di vita. Gli screening sono importanti perché permettono di individuare il cancro in uno stadio iniziale, nel quale contrastarlo è ancora piuttosto semplice e poco invasivo.

Quali sono i principali screening?
Ci sono alcune tipologie di cancro per prevenire le quali sono molto efficaci gli screening. Tra queste molte colpiscono le donne, per le quali sono consigliati:

Lo screening per il tumore al seno (la cosiddetta mammografia)
Lo screening per il tumore al collo dell’utero
Per entrambi i sessi sono invece consigliati quello per il tumore del colon retto e lo screening per il tumore al polmone.
Screening per il tumore al seno
Lo screening mammografico è consigliato alle donne che rientrano nella fascia di età compresa tra i 50 e i 69 anni e andrebbe ripetuto ogni 2 anni. La mammografia è un esame semplice e non invasivo.

Si tratta infatti di una semplice radiografia del seno capace di individuare noduli di piccole dimensioni, che non sono neppure percepibili al tatto. Questo tipo di esame è stato in grado di ridurre di circa il 25% il tasso di mortalità legato al tumore alla mammella. Un altro esame che può essere effettuato prima dei 50 anni, sempre a scopo preventivo, è l’ecografia del seno.

Screening per il tumore al collo dell’utero
Questo esame è conosciuto più comunemente con in nome di Pap Test screening. È consigliato a tutte le donne che rientrino nella fascia di età che va dai 25 ei 69 anni e va ripetuto con cadenza triennale.

Consiste in un prelievo di una piccola quantità di cellule del collo dell’utero eseguito usando una spatolina e un tampone. Il tumore al collo dell’utero, che deriva dal papilloma virus (HPV) è al secondo posto tra tutti quelli che colpiscono le donne.

Screening per il tumore del colon retto
Un altro importante screening per i tumori è quello del colon retto. Questa patologia è al terzo posto tra quelle più diffuse. Anche in questo caso è consigliato a soggetti che rientrano nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni, appartenente a entrambi i sessi.

Il test, conosciuto anche con il nome di ricerca del sangue occulto nelle feci, va ripetuto ogni 2 anni. Solo in caso di presenza di sangue si procede poi con esami più complessi, come la rettosigmoidoscopia o la colonscopia.

Differenza tra screening e prevenzione spontanea
Di certo salta all’occhio come la maggior parte delle persone sottoposte a screening per i tumori abbia dei risultati negativi. Questo accade perché le persone che vi si sottopongono sono sane e partecipano ai test con il solo scopo della prevenzione.

L’obiettivo degli screening è infatti quello di migliorare la diagnostica, mirando a individuare la malattia nella fase precoce. La prevenzione spontanea si ha invece quando siamo noi che chiediamo al nostro medico di essere sottoposti a specifici esami medici.